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Sunbeam
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top
La mwbqSunbeam fu un'azienda, attiva in vari settori, fondata da John Marston a mwbgWolverhampton, in mwbwInghilterra, nel mwca1888.
La compagnia all'inizio produceva mwcgbiciclette, per poi passare alla costruzione di mwcwmotociclette e quindi alle mwdaautomobili alla fine del mwdqXIX secolo. Fu indipendente fino al mwdg1935, e applicò il marchio a tutte e tre le forme di trasporto. L'mwdwazienda costruì anche 647 mweaaeroplani durante la mweqprima guerra mondiale.
Una Sunbeam fu la prima autovettura mwewbritannica a vincere un mwfaGran Premio. Si aggiudicò anche diversi mwfqrecord di velocità terrestre.
La compagnia finì in mwfwamministrazione controllata nel mwga1935, e fu acquistata dalla mwgqRootes, che continuò l'uso del marchio Sunbeam. Nel mwgg1964 quest'ultimo fu acquistato dalla mwgwChrysler, che proseguì la mwhaproduzione con questa denominazione fino al mwhq1976.
Il nome è stato poi ripreso dalla Chrysler UK per la sua mwhwautovettura di classe media, prodotta dal mwia1977 al mwiq1981 (dal mwig1978 con marchio mwiwTalbot).
Contents
• Prodotti
• Note
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Gli anni prima della guerra
Il primo periodo
John Marston fu apprendista alla “Jeddo Works” di mwkaWolverhampton come addetto al mwkqdecoupage e all'oggettistica per l'arredamento in stile orientale. Nel mwkg1859, all'età di 23 anni, assunse due mwkwlattonieri e costituì la mwlaJohn Marston Co. Ltd. Marston però era un appassionato mwlqciclista, e nel mwlg1877 fondò la mwlwSunbeamland Cycle Factory, che produceva biciclette conosciute come mwmaSunbeam. Tra il mwmq1899 ed il mwmg1901 l'mwmwazienda produsse anche mwnaautomobili sperimentali, ma nessuna fu lanciata sul mwnqmercato.
Le prime automobili e l'arrivo di Louis Coatalen
La prima mwoaproduzione vera e propria di automobili mwoqSunbeam fu nel 1901, grazie alla collaborazione con la Maxwell Maberly-Smith. La Sunbeam Mabley era una stranissima vettura con le ruote disposte in posizione romboidale e con i posti a sedere sui due lati di un sistema di mwowtrasmissione a mwpacinghia azionata da un mwpqmotore monocilindrico della mwpgpotenza di soli 3 mwpwCV. Fu un successo limitato, con 420 esemplari venduti a 130 mwqasterline fino alla fine della produzione nel mwqq1904. A questo punto la compagnia iniziò la fabbricazione di un modello progettato da Thomas Pullinger basato sulla meccanica della mwqgBerliet e sul motore di un modello mwqwPeugeot. Comprarono un esemplare di quest'ultima per studiarla. Nel mwra1906 le vendite furono di 10 a settimana.
Nel mwrg1905 la mwrwSunbeam Motorcar Company Ltd fu separata dal resto delle altre attività di John Marston, che conservò la produzione di motociclette e biciclette.
Nel mwsq1909 il progettista mwsgbretone mwswLouis Coatalen passò alla Sunbeam provenendo dalla mwtaHumber, e divenne responsabile dell'mwtqingegneria. Innanzitutto riorganizzò la produzione così che la fabbricazione dei componenti fosse eseguita dalla Sunbeam, piuttosto che da fornitori esterni. Introdusse in breve tempo il primo modello, la Sunbeam 14/20. Aveva il mwtwretrotreno azionato da un mwuaalbero di trasmissione, e fu aggiornata nel mwuq1911 con l'installazione di un motore più grande. Con i nuovi ritrovati tecnici fu cambiato il nome in Sunbeam 16/20.
Dal mwva1912 la Sunbeam cominciò a costruire modelli convenzionali, ma di alta qualità. Diretta concorrente della mwvqRolls-Royce, la Sunbeam fu considerata come un'auto meno sfarzosa da chi riteneva troppo vistosa una Rolls-Royce.
I record di velocità
Louis Coatalen era particolarmente legato alle mwxwcorse come modo per portare all'eccellenza le vetture da strada: “Racing improves the breed” diceva (“le corse migliorano la razza”, inteso come mwyamarchio). Dopo aver ideato la 14/20, iniziò a progettare motori particolarmente potenti, combinati con mwyqvalvole in testa e con un sistema di mwyglubrificazione ad mwywolio pressurizzato. Nel mwza1910 fu costruito il primo modello dedicato a competere per il mwzqrecord di velocità terrestre, la Sunbeam Nautilus, mossa da un motore da 4,2 mwzwL di mwaacilindrata. La Nautilus aveva una linea studiata per avere l'mwaqaerodinamica migliore possibile, ed all'epoca era conosciuta come "wind cutting" (“taglia vento”); possedeva però un motore che soffriva di diversi problemi, ed il progetto fu successivamente abbandonato. L'anno seguente, nel mwag1911, fu introdotta la Sunbeam Toodles II, che fu oggetto di un miglioramento nel sistema delle mwbavalvole, e l'insuccesso del modello precedente si trasformò in un successo. Coatalen vinse 22 premi a mwbqBrooklands con la Toodles II, che conseguì il record della mwbgvelocità massima (138,66 mwbwkm/h) percorrendo un mwcamiglio partendo da fermo. Le Sunbeam erano mosse ora da motori convenzionali a mwcqvalvole laterali, e parteciparono nel mwcg1911 alla corsa Coupé de l'Auto. L'anno seguente, con versioni migliorate, arrivarono prima, seconda e terza. La Sunbeam continuò ancora per qualche anno a partecipare alle corse, poi la compagnia si concentrò su altri interessi.
La prima guerra mondiale e gli aeroplani
Già nel mweg1912 la Sunbeam produsse una serie di mwewmotori aeronautici, ma non ebbero successo commerciale. Coatalen si convinse che la soluzione ideale per i requisiti di questi propulsori era di produrre un singolo motore e far costruire il mwfavelivolo intorno ad esso. Tra le sue numerose progettazioni ci fu il problematico mwfqV8 mwfgSunbeam Arab, che fu ordinato nel mwfw1917, ma era soggetto a continue mwgavibrazioni, aveva problemi di affidabilità e la produzione fu dunque limitata. Fu di più di successo invece il mwgqV12 Sunbeam Cossack. Nel frattempo Coatalen continuò con le sue sperimentazioni, più precisamente con il Sunbeam Malay (che non andò oltre alla fase di mwhaprototipo), il propulsore mwhqraffreddato ad aria Sunbeam Spartan ed il mwhwmotore diesel Sunbeam Pathan. Con le ultime produzioni la Sunbeam ebbe un buon successo, e fu una delle prime ad introdurre il mwiqmonoblocco in mwigalluminio, un ritrovato tecnico che diventò comune negli mwiwanni trenta.
Durante la mwjqprima guerra mondiale la Sunbeam costruì anche motociclette, mwjgautocarri e mwjwambulanze. La compagnia si associò anche alla Society of British Aircraft Constructors, dove si condividevano i progetti degli mwkqaeroplani che le singole aziende avrebbero dovuto produrre. In questo ruolo, la Sunbeam fabbricò 15 Short Bombercite-ref-bandjp541-1-0[1] mossi dal motore Sunbeam Gurkha, 20 mwmaShort Type 827cite-ref-bandjp541-1-1[1] e 50 Short 310cite-ref-bandjp541-1-2[1]. La compagnia costruì anche un proprio velivolo, il Sunbeam Bomber, che assomigliava ad un mwowSopwith, ma era più semplice. La Sunbeam, in totale, produsse 647 aeroplani di vario tipo fino al mwpa1919.
L'epoca d'oro: il primo dopoguerra, l'STD motors ed i record
Il 13 agosto mwqw1920 la Sunbeam si fuse con la mwraCasa automobilistica francese mwrqDarracq. mwrgPierre Alexandre Darracq produceva autovetture fin dal mwrw1896, e le sue vetture erano di così grande successo che la mwsaOpel iniziò la sua produzione di automobili sotto licenza Darracq. In mwsqItalia fondò uno mwsgstabilimento al Portello, quartiere di mwswMilano, sotto il nome di mwtaSocietà Italiana Automobili Darracq che, in seguito, diventerà l'mwtqAlfa Romeo. Nel mwtg1919 Darracq acquistò lo stabilimento londinese della mwtwClément-Talbot per diventare Talbot-Darracq, con l'intenzione di importare vetture nel mwuqRegno Unito. Nel mwug1920 al gruppo si unì la Sunbeam, creando il marchio "Sunbeam-Talbot-Darracq", o "STD Motors".
Oltre che di mwvalimousine e di mwvqberline, Louis Coatalen seguì la progettazione di vetture da record di velocità terrestre per mwvgHenry Segrave, basate sul Sunbeam Manitou, un motore V12 da 27 l di cilindrata e 350 mwwaCV di mwwqpotenza, originariamente progettato per il mwwgdirigibile R34. Fu quindi creata la mwxaSunbeam 350 HP, che conquistò il record a Brooklands ed il 21 luglio mwxq1925 a Pendine Sands (nel mwxwGalles), guidata da mwyaMalcolm Campbell, raggiungendo i 242,634 mwyqkm/h. Fu in seguito rinominata mwygBlue Bird e dipinta di questo colore. Lo stesso anno la nuova 3 litre Super Sports di Coatalen arrivò seconda alla mwza24 Ore di Le Mans, battendo la mwzqBentley. Questo modello fu il primo al mondo a montare la mwzgdistribuzione a mwzwdoppio albero a camme in testa. Nel 1926 Henry Segrave fissò un nuovo record di velocità terrestre su una Sunbeam da corsa dotata di un V12 da 4 litri di cilindrata, originariamente chiamata mw0aSunbeam Tiger ed in seguito rinominata mw0qLadybird.
Coatalen decise di riprovare a conquistare il record, progettando la potente mw0wSunbeam 1000 HP, mossa da due motori Sunbeam Matabele da 450 mw1qCV ciascuno. Il 29 marzo mw1g1927 a mw1wDaytona Beach raggiunse il risultato, arrivando a toccare i 327,971mw2a km/h. L'esemplare è ora conservato al mw2qNational Motor Museum di mw2gBeaulieu, nel mw2wRegno Unito.
L'epoca d'oro delle Sunbeam da strada fu proprio questo, gli mw4qanni venti sotto la supervisione di Louis Coatalen; era ottima l'mw4gingegneria, le vetture erano affidabili ed avevano una grande reputazione sul tracciato.
Nel mw5a1930 fu provato un altro record di velocità terrestre con la Silver Bullet, ma il tentativo fallì. Questa fu l'ultima volta, e la speranza della compagnia fu riposta nello sviluppo dei motori aeronautici.
La Sunbeam soffrì durante la mw5wgrande depressione, e nel mw6a1935 andò in mw6qamministrazione controllata per poi essere venduta alla mw6gRootes. L'ultima vera Sunbeam fu costruita nel mw6w1935. Questo modello, chiamato Sunbeam Dawn era di progettazione tipica della metà degli mw7qanni trenta, con le mw7gsospensioni a ruote indipendenti, mentre altri modelli precedenti erano basati su progetti più obsoleti.
In questa fase l'ossessione di Louis Coatalen era che i miglioramenti ai modelli dovevano essere dei piccoli cambiamenti applicati anno in anno. Ciò significava che il design era molto simile, ed i componenti meccanici erano intercambiabili.
Le Sunbeam furono costruite anche solo fino a corpo vettura, per poi far completare i modelli da mw8qcarrozzieri esterni. Molte limousine erano fabbricate su mw8gtelaio Sunbeam.
Il gruppo Rootes
Il gruppo formatosi nel 1920 dalla fusione tra Sunbeam, mwaqqTalbot e mwaquDarracq andò in amministrazione controllata nel mwaqy1935. In questo periodo solo il marchio Talbot era in attivo, e nello stesso anno questa mwaqcbranca fu acquistata dalla Rootes. mwaqgWilliam Lyons della "SS Cars", che era in cerca di un nuovo nome per l'assonanza con le mwaqkSS di stampo mwaqonazista, tentò di comprare la Sunbeam ma il tentativo fallì, ed il marchio fu anch'esso acquistato dalla Rootes. Dopo la mwaqsseconda guerra mondiale la “SS cars” cambiò il nome in mwaqwJaguar. Con l'avvento della Rootes, la produzione allo storico stabilimento di mwaq0Wolverhampton terminò.
La Rootes fu una delle prime proponenti del mwaq8badge engineering, cioè la tendenza di alcuni gruppi automobilistici proprietari di altri marchi di proporre uno stesso modello in più marchi e con lievissime differenze da un modello all'altro. A seguito di ciò, la Rootes terminò la produzione delle serie offerte all'atto dell'acquisizione dei marchi comprati, compresa la Sunbeam, sostituendoli con nuovi modelli basati sulle mwaraHillman e sulle mwareHumber, più imperniate sulla mwariproduzione di massa.
Nel mwarq1938 la Rootes creò il nuovo marchio Sunbeam-Talbot che combinava la qualità della carrozzeria Talbot, con i telai Hillman e Humber. Le vetture furono prodotte negli stabilimenti Talbot a mwaryLondra. I modelli iniziali furono la Sunbeam-Talbot Ten e la Sunbeam-Talbot Three Litre, seguite dalla Sunbeam-Talbot Two Litre, e dalla Sunbeam-Talbot Four Litre, queste ultime basate sui modelli precedenti, ma con differenti motori e un più lungo mwarspasso.
Nell'mwar0estate del mwar41948 furono introdotte le Sunbeam-Talbot 80 e mwasaSunbeam-Talbot 90, che possedevano una linea caratteristica e filante. Il propulsore della 80 era basato sul motore della mwaseHillman Minx, mentre quello della 90 si ispirava a quello della mwasiHumber Hawk; entrambi avevano mwasmvalvole in testa. Il corpo vettura era fabbricato da un'altra azienda del gruppo Rootes, la British Light Steel Pressings di Acton, a Londra, mentre la versione mwasycabriolet era completata da Thrupp & Maberly, carrozzieri di Cricklewood. La 80, che era pesante per il motore che possedeva, fu prodotta fino al mwask1950. Della 90 furono in seguito prodotte diverse serie, la Mark II, la Mark IIA e la Mark III; da quest'ultima le Sunbeam non avevano più anche la denominazione Talbot. Con la proposta delle varie serie, i mwasofanali anteriori furono modificati. Le sospensioni erano indipendenti a molle elicoidali, e la cilindrata del motore fu portata da 1944 a 2267 mwasscm³, con un alto mwaswrapporto di compressione. La potenza erogata era di 80 CV.
Nel mwas41953 fu lanciata la mwas8Sunbeam Alpine, una due posti mwataroadster sportiva che fu inizialmente sviluppata da George Hartwell come esemplare unico per le corse nei mwaterally. Il nome gli fu dato da Norman Garrad, che fu contribuì in maniera decisiva al successo nelle competizioni dei primi mwatianni cinquanta, utilizzando un esemplare tipo mwatmberlina. La Alpine fu poi prodotta a mano dal mwatq1953 al mwatu1955, nelle versioni Mark I e Mark III (la denominazione Mark II non fu utilizzata), come la mwatycabriolet di Thrupp & Maberly. La fabbricazione cessò dopo 3000 esemplari prodotti, di cui circa 200 ancora esistenti. Il nome Talbot fu di nuovo rimosso nel mwatg1954, per la versione da competizione della mwatkAlpine, che fece della Sunbeam un marchio sportivo. Nel mwato1955 una versione berlina vinse il mwatsrally di Monte Carlo. La produzione cessò nel mwatw1955, ed il modello fu sostituito dalla mwat0Sunbeam Rapier.
Nel mwat81959 fu introdotta una serie totalmente nuova di Alpine, aggiornando la Rapier del mwaua1955. Dopo i successi dell'Alpine, il manager del mwaueWest Coast per conto del gruppo Rootes, Ian Garrad, si interessò del successo dell'mwauiAC Cobra, che montava un mwaummotore V8 con un mwauqmonoblocco di piccole dimensioni. Questa evoluzione portò a creare una delle vetture sportive di successo. Garrad si convinse che l'Alpine potesse raggiungere gli stessi risultati, e contattò mwauuCarroll Shelby per provare il modello con installato un motore mwauyFord. Il risultato fu la mwaucSunbeam Tiger, prodotta dal mwaug1964, che ebbe un grande successo.
L'era Chrysler
Negli mwau8anni sessanta la Rootes fu in difficoltà finanziarie. Ci fu un contatto con la mwavaLeyland Motors ma non ci fu seguito, così che il 30% della compagnia fu acquistata dalla mwaveChrysler, che ambiva ad entrare nel mercato mwavieuropeo. Curiosamente la Chysler acquistò la mwavmSIMCA, che l'anno precedente acquistò a sua volta la Talbot, originariamente marchio posseduto dalla STD.
L'esperienza della Chrysler studiata sulle vicissitudini del gruppo Rootes fu infelice. I modelli in produzione furono abbandonati in pochi anni, e fu deciso di prendere il meglio degli esemplari prodotti dei vari marchi per mettere in pratica il "cheapest to produce" (il più economico da realizzare), fedele all'iniziale filosofia della Rootes. Le intenzioni erano però favorevoli alla tendenza di denominare come Chrysler i modelli prodotti.
L'ultima Sunbeam prodotta fu la serie Fastback della mwavySunbeam Rapier (1967-1976).
Prodotti
Automobili Sunbeam
Antecedenti alla prima Guerra mondiale
• 1901–04 Sunbeam Mabley
• 1903–10 Sunbeam 12mwawk hp
• 1905–11 Sunbeam 16/20 e 25/30
• 1908 Sunbeam 20
• 1908–09 Sunbeam 35
• 1909 Sunbeam 16
• 1909–15 Sunbeam 14/20, 16/20, e 20
• 1910–11 Sunbeam 12/16
• 1911–15 Sunbeam 18/22, 25/30 e 30
• 1912–15 Sunbeam 12/16 e 16
• 1912–14 Sunbeam 16/20
Il primo dopoguerra
• 1919–21 Sunbeam 16/40
• 1919–24 Sunbeam 24, 24/60 e 24/70
• 1922–23 Sunbeam 14 e 14/40
• 1923–26 Sunbeam 20/60
• 1924–33 Sunbeam 16 (16.9 e 18.4)
• 1925–30 mwax8Sunbeam 3 litre Super Sports
• 1926–32 Sunbeam Long 25
• 1927–30 Sunbeam 20 (20.9)
• 1930–33 Sunbeam 20 (23.8)
• 1933–35 Sunbeam Speed Twenty
• 1934–35 Sunbeam Twenty
• 1934–35 Sunbeam Twenty-Five
• 1934–35 Sunbeam Dawn
I modelli tra le due guerre
• 1936–37 Sunbeam 30
• 1938–48 Sunbeam-Talbot Ten
• 1939–48 Sunbeam-Talbot Two Litre
• 1938–40 Sunbeam-Talbot Three Litre
• 1939–40 Sunbeam-Talbot Four Litre
Il secondo dopoguerra
• 1938–48 Sunbeam-Talbot Ten
• 1939–48 Sunbeam-Talbot Two Litre
• 1948–50 Sunbeam-Talbot 80
• 1948–54 mwazqSunbeam-Talbot 90 Mark I, II & IIA
• 1954–57 mwazySunbeam 90 Mark III
• 1953–55 mwazgSunbeam Alpine Mark I e Mark III
• 1955–67 mwazoSunbeam Rapier serie I, II, III, IIIA, IV & V
• 1959–68 mwazwSunbeam Alpine serie I, II, III, III, IV & V
• 1963–64 mwaz4Sunbeam Venezia realizzata dalla mwaz8Carrozzeria Touring
• 1964–67 mwaaeSunbeam Tiger
• 1966–76 mwaamSunbeam Imp Sport
• 1967–72 mwaauSunbeam Stiletto
• 1967–76 mwaacSunbeam Rapier Fastback e mwaagSunbeam Alpine Fastbacks
Gli autobus
• Pathan 1930-1938
• DF2 1936-1948
• MS2 1934-1948
• MS3 1934-1948
• MF1 1934-1949
• MF2 1935-1952
• W4 1943-1967
• F4/F4A 1948-1965
Le motociclette
• Sunbeam Model 8
• Sunbeam Model 14
• Sunbeam Typ1
• Sunbeam S7
• Sunbeam S8
• Sunbeam Lion
• mwacyBSA Sunbeam
I motori Sunbeam-Coatalen
• Sunbeam Zulu V8, 160mwada hp, sviluppato dal Crusader
• Sunbeam Mohawk mwadmV12, 225mwadq hp
• Sunbeam Gurkha V12, 240mwadc hp, sviluppato dal Maori
• Sunbeam Cossack V12, 320mwado hp, 18,4 mwadslitri di mwadwcilindrata
• Sunbeam Nubian V8, 155mwad8 hp, 7,7 litri
• Sunbeam Afridi V12, 200mwaei hp, 11,476 litri
• Sunbeam Maori V12, 250mwaeu hp, 14,7 litri, sviluppato dall'Afridi
• Sunbeam Amazon mwaegin linea a sei cilindri, 160mwaek hp, 9,2 litri, sviluppato dal Cossack
• Sunbeam Saracen in linea a sei cilindri, 2000mwaew hp, 11,2 litri, sviluppato dall'Amazon
• Sunbeam Viking mwae8W18 "Broad Arrow", 450mwafa hp, 33,6 litri, sviluppato dal Cossack
• mwafiSunbeam Arab V8, 200mwafm hp, 11,8 litri
• Sunbeam Bedouin V8, 200mwafy hp, 12,3 litri, sviluppato dall'Arab
• Sunbeam Manitou V12, 325mwafk hp, 14,7 litri, sviluppato dal Maori
• Sunbeam Tartar V12, 300mwafw hp, 15,4 litri
• Sunbeam Kaffir mwaf8W12 "Broad Arrow", 300mwaga hp, sviluppato dall'Arab, 18,3 litri
• Sunbeam Spartan V12, 200mwagm hp, 14 litri, mwagqraffreddato ad aria
• Sunbeam Matabele V12, 400mwagc hp, 22,4 litri, sviluppato dal Cossack
• Sunbeam Pathan in linea a sei cilindri, 100mwag8 hp, 8,8 litri, mwahadiesel
• Sunbeam Dyak in linea a sei cilindri, 100mwahm hp, 8,8 litri
• Sunbeam Sikh V12, 800mwahy hp, 64,1 litri
Note
Bibliografia
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sunbeam
Collegamenti esterni
• mwaioRegistro Sunbeam Talbot Alpine, su stardust.uk.com. URL consultato il 30 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011).
• mwaiwRegistro Sunbeam Talbot Darracq, su sunbeam.org.uk. URL consultato il 30 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2010).
• mwai4Storia della Sunbeam su “localhistory.scit.wlv.ac.uk”, su localhistory.scit.wlv.ac.uk. URL consultato il 30 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2010).
• mwaja“The Supreme Sunbeam”, la Sunbeam su “sunbeam.org.au”, su sunbeam.org.au.